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Mostre, la grande tradizione della ceramica tra Umbria e Marche
autore: fonte agenzia stampa
Apre a Gubbio (Perugia), una mostra dedicata alle più belle maioliche rinascimentali provenienti da collezioni private, “La via della ceramica tra Umbria e Marche. Maioliche rinascimentali da collezioni private”.

L’esposizione, promossa dall’associazione Maggio Eugubino, rappresenta la seconda tappa di un percorso culturale di grande rilievo incentrato sulla valorizzazione del Palazzo Ducale di Gubbio,  intrapreso l’autunno scorso con il lavoro di ricostruzione dello studiolo di Federico da Montefeltro, esposto al piano nobile. La mostra, che chiuderà a gennaio 2011, si inserisce in un percorso espositivo che si snoda lungo l’intero distretto regionale della ceramica, con esposizioni di maioliche pregiate anche a Deruta, Torgiano, Orvieto, Perugia. L’insieme di mostre è stato attuato grazie all’impegno di molte istituzioni pubbliche e private quali l’associazione della Ceramica, la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, la Camera di Commercio di Perugia e Unicredit. A Gubbio saranno esposte oltre 150 opere rinascimentali, alcune delle quali escono per la prima volta dai caveau dei collezionisti. La mostra ha ottenuto l’alto patronato del presidente della Repubblica e il patrocinio della Regione Umbria, della Provincia di Perugia e del Comune di Gubbio.

“Occorre immaginare un itinerario ideale – spiega il curatore al Velino - che leghi tra loro rinomati centri di antica tradizione ceramica, particolarmente attivi nel corso del Rinascimento, quali Deruta, Gubbio, Castel Durante (l’attuale Urbania), Urbino e Pesaro. Anche geograficamente queste città si trovano, una dopo l’altra, lungo un unico percorso. Gubbio costituisce la cerniera tra le due regioni interessate (Umbria e Marche) e, storicamente, risulta l’unica città delle cinque connessa ad ambedue i contesti regionali: ha fatto parte a lungo del Ducato di Urbino ed è ubicata sul versante tirrenico dell’Appennino, dove si sviluppa prevalentemente la regione Umbria. Anche per quanto concerne la maiolica rinascimentale, Gubbio rappresenta il tratto d’unione tra la ceramica derutese (dalla quale attinge tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento) e quella ‘metaurense’ (alla quale si avvicina particolarmente nei decenni successivi, istituendo legami sempre più stretti con fabbriche e operatori durantini e urbinati)”.
il: 29/06/2010 10:34:24
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