Il decreto Fondazioni liriche, tra ostruzionismo e fiducia autore: Fonte agenzia stampa
Oggi si decide in Senato.
Dopo il via libera di Montecitorio, il decreto legge di riforma delle fondazioni liriche si sposta al Senato, dove il provvedimento arriverà oggi, martedì 30 giugno, ultimo giorno utile per l’approvazione. L’aula di Palazzo Madama si riunirà alle 16 per la discussione (che avrà tempi contingentati), come stabilito stamattina dalla conferenza dei capigruppo. E se la “sfida” della maggioranza sarà quella di portare tutti i senatori al voto, prende forma in queste ore la strategia dell’opposizione. Per il momento - scrive il Velino - l’unico punto fermo è l’irriducibilità a ogni compromesso dell’Italia dei valori, che tramite il suo leader Di Pietro ha fatto sapere che non si “svenderà mai per trenta denari”, in un allusivo riferimento all’accordo stipulato col governo a Montecitorio da Pd e Udc (l’approvazione di emendamenti qualificanti in cambio della rinuncia alla fiducia). “Continueremo a contrastare un provvedimento che riteniamo pessimo nei modi in cui i regolamenti ci consentono di farlo, senza sconti per nessuno”, afferma, sempre al Velino, il capogruppo Idv, Felice Belisario.
Se sulla condotta intransigente dell’Italia dei valori sembrano esserci pochi dubbi, più incerta è la strategia del Partito democratico. L’intesa di Montecitorio conterrebbe infatti anche una “postilla” riguardante Palazzo Madama, dove il Pd avrebbe assicurato un’opposizione “d’ufficio”. A farsene garante, d’intesa con la capogruppo Anna Finocchiaro, sarebbe stato l’ex segretario Dario Franceschini, che ha condotto la trattativa insieme a Casini, il ministro Bondi e il sottosegretario Giro. Così, nonostante le parole di fuoco contro il decreto, l’opposizione dovrebbe lasciar passare il testo senza troppa resistenza, visto che i punti modificati alla Camera per i quali serve una terza lettura sono solo quattro e che per stringere i tempi l’esecutivo dispone comunque del ricorso alla fiducia. A confermare indirettamente questo scenario è il fatto che nella capigruppo di questa mattina solo l’Idv si è opposta alla calendarizzazione del decreto.