La S. Anna di Leonardo presto in terapia intensiva autore: Art Valley
Al Louvre, uno dei capolavori del maestro fiorentino si sta deteriorando al punto che il museo ne lancerà finalmente il restauro.
L'opera di Leonardo "La Vergine con il Bambino e Sant'Anna", uno dei suoi più dipinti più belli, sarà sottoposto a un meticoloso restauro. Il Louvre è circondato da accuratissime precauzioni e, toccare tale "monumento" dell'arte, poteva offendere varie sensibilità. Questo restauro era già stato proposto una ventina di anni fa, per poi essere abbandonato per paura di reazioni.
Ma i tempi sono cambiati. Allora esisteva un atteggiamento negativo nei confronti dei restauri. Il soffitto della Cappella Sistina aveva provocato una polemica violenta, anche se consentì di riapprezzare lo splendore della pittura di Michelangelo. Oggi si è raggiunto un punto di equilibrio, come dimostra la decisione finalmente presa dal Louvre, per non pregiudicare la salvaguardia dell'opera.
La "St. Anne", come chiamano al Louvre il dipinto, non è in buone condizioni. "Non si tratta solo di recuperare i colori originali", afferma Vincent Pomarède, che dirige il dipartimento di pittura, al quotidiano Libération. "Il pannello è ricoperto da una spessa vernice, che non solo si è ossidata, ma è basata su un altro strato pittorico".
Vincent Dieulevin, giovane conservatore della pittura italiana al Louvre, ha affermato: "è una pelle di leopardo, che non era certo prevista del maestro fiorentino, dovuta ai ritocchi degli anni '60 fatti a 'tempera muzii'". Commercializzato da Lefranc, questo prodotto strano e problematico è stato ampiamente utilizzato dal servizio di restauro del Louvre. Apprezzato per la sua copertura e la sua brillantezza, è stato chiamato come il suo inventore, Alfonso Muzii, che ha utilizzato composizioni di gomma arabica, sali e acido salicilico, che hanno provocato le macchie marroni. Lo scorso settembre, uno studio scientifico condotto da Bruno Mottin ha evidenziato una percentuale "molto ampia di ridipinture" nel cielo, nel paesaggio sottostante e sul viso e sulla veste della Vergine e di sua madre. La terra è diventata una massa fangosa, e non sappiamo molto sulla base pittorica dei personaggi.
Sin dagli anni '50, la Francia cerca una via di mezzo tra
due tradizioni oposte di restauro. Quella seguita di solito dall'Italia è
di toccare meno possibile i quadri antichi, con il rischio che divengano rettangoli di colore marrone. D'altra parte, la pratica in uso in Gran Bretagna o negli
Stati Uniti è quella di rimuovere le vecchie vernici e ritoccare
ampiamente il dipinto per riconquistare lo splendore originale, con il rischio di allineare le immagini su una specie di "carta lucida", con interventi che sottopongono le pitture a una azione troppo violenta (si
veda il Getty Museum di Los Angeles).
Il restauro di S. Anna sarà seguito da un comitato scientifico e da un comitato internazionale. Vincent Pomarède ha affermato che "il restauro dovrebbe prendere tutto il tempo necessario e prevedere riflessioni in ogni fase, senza alcuna scadenza".