Frick Art Reference Library and Frick Collection

La Frick Art Reference Library, con sede a New York, è stata fondata nel 1920 per servire agli studiosi con "interessi seri per l'arte". Accanto alla collezione e al museo, il fondatore, Henry Clay Frick (1849-1919), ha avuto appunto l'iniziativa di raccogliere una documentazione fotografica e una biblioteca, per fornire agli studiosi americani gli strumenti necessari a effettuare ricerche in storia dell'arte, mettemdo insieme un'enorme fototeca, allora una delle più importanti del mondo, ordinandola per artisti.
La collezione comprende alcuni fra i più importanti capolavori di artisti europei e altri pezzi, come porcellane, smalti, mobili. Il database delle opere della collezione è disponibile al http://collections.frick.org.


Fundacio la Caixa

La Fondazione “La Caixa”, che ha sede a Barcellona, è l’ente che si occupa di gestire i proventi che la “Caixa d’Estalvis i Pensions de Barcelona” destina ad opere sociali e culturali. Il sito della Fondazione mostra le diverse attività che essa è impegnata a finanziare e a gestire, tra cui compaiono anche i centri culturali (come quello della "Pedrera” di Gaudì), l’organizzazione di mostre d’arte, di fotografia, di grafica di altissimo livello.


Galleria Borghese

La Galleria Borghese rappresenta uno dei musei italiani più frequentati dai turisti interessati all’arte. Conserva sculture, bassorilievi e mosaici antichi, nonché dipinti dal quindicesimo al diciottesimo secolo.
Il nucleo storico delle collezioni risale alla raccolta del cardinale Scipione (1579-1633), figlio di Ortensia Borghese, sorella del Papa Paolo V. Il cardinale, poco interessato all'arte medioevale, ricercò soprattutto la scultura antica.
Tra le opere più importanti della galleria vi è il ritratto di Paolina Bonaparte Borghese,
scolpito da Canova tra il 1805 e il 1808. Da segnalare, poi, “l’Amor Sacro e l’Amor profano” di Tiziano, il “Ritratto d’Uomo” di Antonello da Messina, il “David” del Bernini, la “Madonna dei Palafrenieri” e il “David con la testa di Golia”, entrambi di Caravaggio.
Il sito Internet offre un’ampia rassegna storica della galleria e informazioni sulle principali opere. Inoltre consente di accedere alle immagini e alle notizie riguardanti altri luoghi di grande valore artistico, come Palazzo Barberini, che raccoglie opere dei maestri della grande pittura italiana e straniera dal tredicesimo al diciottesimo secolo, tra cui Raffaello e Caravaggio, la Galleria Corsini, che prende il nome dal cardinale Neri Maria Corsini, che donò la sua ricca collezione di dipinti allo Stato, e la Galleria Spada, contenente opere di Guercino, Baciccia e Reni.


Galleria civica di Trento

La Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento costituisce un punto di riferimento importante per la sperimentazione e il dibattito sui più attuali temi artistici. Qui si confrontano idee e lavori di artisti italiani ed europei. La struttura punta molto sulla collaborazione con altri musei prestigiosi, come la Galleria d’Arte Moderna di Bologna, il Kunstverein di Bonn, la Kunsthalle di New York, la Fondazione Juan Mirò di Barcellona, il Kunstverein di Regensburg, la Traklhaus di Salisburgo e la Galleria Civica di Praga.
Tra le esposizioni più importanti degli ultimi anni vanno segnalate le personali di Enzo Cucchi, di Hermann Nitsch, di Mimmo Paladino e di Miquel Barcelò.
Dal 1997, all’interno della galleria viene curato uno specifico progetto "architettura e design", nel cui ambito sono stati proposti lavori di autori molto importanti.
Il museo di Trento punta molto anche sull’attività didattica, organizzando visite guidate per le scolaresche e istituendo laboratori, promovendo così la cultura e l’educazione all’arte contemporanea.


Galleria degli Uffizi

Questo è il web ufficiale della Galleria degli Uffizi di Firenze. Il sito è in versione italiano-inglese e fornisce tutte le informazioni necessarie per visitare la Galleria.
Il sito dispone di un catalogo della biblioteca degli Uffizi — fornito dall’associazione IRIS — in cui è compresa una parte delle ultime accessioni (circa 500, su un totale di quasi 56.000 volumi).
Nel sito sono elencate le acquisizioni recenti di opere d’arte, l’elenco dei nuovi restauri e l’elenco delle opere danneggiate dall’attentato del 27 maggio 1993. Alcuni link interni consentono di visitare i nuovi ambienti degli Uffizi come la “Sala di Leonardo”, la “Sala del Lippi”, il “Corridoio della pittura del Manierismo”, ecc.


Galleria Nazionale dell'Umbria

Come in altri casi in Italia, le fondazioni della Galleria si riallacciano alla storia dell'Accademia del Disegno di Perugia fondata nel 1573. Gran parte delle opere presenti nella raccolta, infatti, costituivano il ricco patrimonio artistico a uso didattico dell'istituzione accademica. Questo patrimonio ha un incremento particolare lungo il XIX secolo, a seguito alla demaniazione delle opere degli Ordini e Corporazioni religiose soppressi in età napoleonica e con l'Unità. Già nel 1863, il numero e il valore artistico della raccolta, portano all'istituzione di una Pinacoteca Civica collocata nella grande chiesa perugina del complesso di Montemorcino Nuovo.
Qualche anno più tardi, avviene lo scorporamento della Pinacoteca dall'Accademia e il suo trasferimento al piano superiore di Palazzo dei Priori dove è ufficialmente inaugurata nel 1907. Ceduta allo Stato nel 1918, assume il nome di Regia Galleria Vannucci, poi Galleria Nazionale dell'Umbria. Tra i capolavori della Galleria, troviamo le opere del Maestro di San Francesco, Arnolfo di Cambio, Duccio di Boninsegna, Arnolfo di Cambio, Gentile da Fabriano, Beato Angelico, Benozzo Bozzoli, Piero della Francesca, Agostino di Duccio, Pietro Perugino, Bernardino Pinturicchio, Orazio Gentileschi, Pietro da Cortona, Valentin de Boulogne, Sebastiano Conca, Corrado Giaquinto, Pierre Subleyras, Antonio Amorosi. Da segnalare anche le raffinate oreficerie ed i tessuti medievali e rinascimentali, valorizzati in particolare nel nuovo piano espositivo.


Galleria Nazionale delle Marche

"Una città in forma di Palazzo", così Baldesar Castiglione definì il Palazzo ducale di Urbino, uno dei più alti esempi dell'architettura italiana del Rinascimento, attualmente sede della Galleria Nazionale delle Marche. Alla scomparsa dell'ultimo duca di Urbino, Francesco Maria II, il ducato passò allo Stato Pontificio e il palazzo fu spogliato di tutte le collezioni d'arte, in parte trasferite alla corte medicea a Firenze, e adibito a sede del Legato Apostolico. Nel 1756, il cardinale Stoppani vi trasferì la sua raccolta di epigrafi antiche dando vita al Museo di antiche lapidi, in parte ancora esistente. Con il Regno d'Italia, il palazzo ducale di Urbino divenne monumento nazionale e ospitò vari uffici. Dal 1883 fu sede della Galleria dell'Istituto d'Arte, divenuta nel 1912 Galleria Nazionale delle Marche. Il Palazzo fu costruito per iniziativa del duca Federico da Montefeltro su progetto di Luciano Laurana, che ne definì la struttura principale, concepita intorno a un maestoso cortile centrale, e ne disegnò la facciata. Qualche anno più tardi la costruzione del palazzo fu ripresa dal senese Francesco di Giorgio Martini, che si attenne al progetto originario, aggiungendovi alcuni interventi di grande ricchezza decorativa. I lavori s'interruppero alla morte di Federico, nel 1482 e furono ripresi da Girolamo Genga che, intorno al 1536, costruì il secondo piano. La parte più originale dell'intera costruzione è però la "facciata dei torricini", disegnata dal Laurana. La Galleria Nazionale delle Marche è tra le più ricche raccolte d'arte italiane. Espone opere di Alvise Vivarini e Vittore Crivelli, Melozzo da Forlì, del pittore urbinate Federico Barocci e dei suoi seguaci, di Luca Signorelli, Filippo Bellini. Di Paolo Uccello è conservata una predella, parte di una tavola raffigurante la Comunione degli Apostoli, realizzata poi da Giusto di Gand. La Galleria contiene alcuni autentici capolavori tra cui una delle opere più famose di Raffaello, un "Ritratto di gentildonna", noto come La Muta; due celebri opere di Piero della Francesca: una Flagellazione, probabilmente del periodo giovanile, e la famosa Madonna di Senigallia; due tele di Tiziano, l'Ultima Cena e la Resurrezione di Cristo, che, originariamente, costituivano uno stendardo dipinto per la Compagnia del Corpus Domini di Urbino. Una delle tre tavole della Città ideale, raffigurante una notissima prospettiva architettonica urbana. Una serie di ritratti di uomini illustri, opera di Giusto di Gand e Pedro Burruguete, era destinata allo Studiolo del duca, un ambiente riccamente decorato; un gruppo di arazzi di manifattura fiamminga, realizzati su disegno di Raffaello, ornano l'enorme salone del trono. Di grande pregio è inoltre l'alcova di Federico da Montefeltro, raro esempio di arredamento del XV secolo. La Galleria comprende infine una raccolta di ceramiche, prodotte dalle principali manifatture marchigiane, umbre, toscane e abruzzesi.


Gallerie dell'Accademia di Venezia

Le Gallerie dell'Accademia costituiscono un'importantissima raccolta di dipinti veneziani dal XIV al XVIII secolo, con i capolavori dei più famosi Maestri quali Bellini, Giorgione, Carpaccio, Tiziano, Tintoretto, Veronese e Tiepolo. Al secondo piano delle Gallerie, il lungo corridoio del convento palladiano è adibito a esposizione di importanti opere custodite nei depositi del museo: la Quadreria (visitabile, su prenotazione, sabato e domenica). Le Gallerie dipendono della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano.


GAM (Galleria civica d'arte moderna e contemporanea di Torino)

La Galleria civica d’arte moderna e contemporanea di Torino è la più antica del suo genere in Italia. Fondata nel 1863 in un edificio presso la Mole Antonelliana, si trova oggi in Corso Galileo Ferraris. Il patrimonio artistico della Galleria è costituito da 15.000 opere tra dipinti, sculture, installazioni e fotografie, oltre che da una ricca collezione di disegni e incisioni.
Per quel che riguarda l'Ottocento vanno segnalate opere di Massimo d'Azeglio, dei paesisti Fontanesi e Delleani, di Pellizza da Volpedo, di Fattori e degli scultori Medardo Rosso e Vincenzo Gemito. Quanto al Novecento le collezioni sono ricche di opere di Casorati, Martini, Morandi, De Pisis, Manzù, Melotti, Burri, Fontana, Mastroianni. Ben rappresentate sono anche le avanguardie storiche internazionali, da Modigliani a Balla, Severini, Boccioni, De Chirico, da Dix a Ernst, Klee e Picabia.
L'arte contemporanea è rappresentata da opere Neo-Dada, di Pop Art, oltre che da una ricca selezione di opere italiane degli anni Sessanta del Museo Sperimentale e da uno scelto nucleo di Arte Povera.
Il sito Internet contiene l’elenco delle collezioni permanenti, con schede esplicative e uno spazio dedicato agli strumenti di didattica presenti nel museo (videoteca, fonoteca, biblioteca e sala conferenze). Una sezione è dedicata, poi, alle prossime mostre e agli eventi in programma. Lo spazio Web si chiude con una serie di link ad altri siti d’arte.


GAMEC Bergamo

La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo espone una collezione permanente di opere e promuove mostre tematiche e monografiche.
Accanto ai grandi maestri italiani - Boccioni, Balla, Casorati, Cassinari, Campigli, Cesetti, De Chirico, De Pisis, Gentilini, Magnelli, Manzù, Morlotti, Migneco, Morandi, Music, Radice, Savinio, Tozzi, Viani - la collezione raccoglie opere di importanti artisti internazionali - Kandinskij, Sutherland, Matta, Richter, Hartung - e di pittori delle due successive generazioni - Adami, Attardi, Donizetti, Dorazio, Baj, Scanavino, Lattanzi, Pignatelli. A questo corpus di opere si aggiunge un dipinto di Giovanni Fattori a completamento delle 185 incisioni dell'artista livornese già in precedenza donate da Luigi Franconi all'Accademia Carrara di Bergamo.
Con la donazione della raccolta Spajani, in mostra al primo piano della Galleria per un anno, viene inaugurato il fronte espositivo permanente della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea dell'Accademia Carrara di Bergamo.



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