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  Banca del Gottardo
Negli anni sessanta la Banca del Gottardo decise di arredare i propri spazi con opere d'arte. Optò quindi per l'acquisto di opere di autori svizzeri che avessero iniziato il loro percorso artistico dopo la Seconda Guerra Mondiale. Con il passare degli anni, ne è emerso uno dei più completi panorami dell'arte svizzera contemporanea, che abbraccia quasi tutte le ricerche artistiche di circa trent'anni di storia dell'arte svizzera, dal tachisme all'informale, dagli aspetti della pop art e del realismo al concettuale, alla nuova espressività.
Le immagini relative alle opere sono state poi raccolte in due volumi, “La Giovane arte svizzera 1960-1990” e “La collezione di fotografia svizzera della Banca del Gottardo”, disponibili presso la sede di Lugano dell’istituto di credito.
Nel marzo del 1991 la Banca del Gottardo ha costituito sotto la denominazione “Fondazione Galleria Gottardo”, una fondazione con sede a Lugano, secondo gli articoli di legge del Codice Civile Svizzero.
Lo scopo della fondazione è esclusivamente di utilità pubblica e, più specificatamente, è la promozione dell’arte e della cultura nei propri spazi, di proprietà della Banca del Gottardo. Al fine di conseguire il proprio scopo la fondazione prevede in particolare l’organizzazione di esposizioni temporanee nella Galleria in collaborazione con terzi, musei, ed istituzioni simili, sia nazionali che esteri. Prevede la pubblicazione, o la partecipazione finanziaria, all’edizione di fascicoli, libri e/o cataloghi in relazione alle esposizioni, senza peraltro perseguirne scopo di lucro, infatti anche l’ingresso alle manifestazioni e alle mostre è gratuito.
   
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  Banca delle Marche
La Banca delle Marche sostiene iniziative artistico-culturali nell'ambito della regione. Negli ultimi anni ha disposto finanziamenti volti alla valorizzazione, alla conservazione e al restauro del patrimonio artistico, pittorico e architettonico delle Marche. Un esempio è Palazzo Ricci a Macerata. L'edificio ospita una delle maggiori pinacoteche delle arti figurative del Novecento Italiano. Racchiude infatti, oltre ad una rara pala del Crivelli, opere di artisti come Morandi, De Chirico, De Pisis, Guttuso, Balla, Campigli, Scipione, Messina e Manzù. Nei locali dello stesso Palazzo Ricci viene annualmemte allestita una mostra, per lo piò antologica, che richiama un pubblico numeroso ed esperto. Alcune mostre proposte sono state "Paesisti" (2001) e il "Premio Scipione" (2000). Ricordiamo, infine, una ricca serie di pubblicazioni d'arte che la banca propone annualmente ai soci, agli studiosi, agli enti culturali e ai semplici appassionati, come "Obiettivo sul passato: da Macerata ai monti" (2000), "Leopardi e il mondo greco tra mito e letteratura" (1998) e "Bacco in Toscana" (1990).
   
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  Banca Intesa
Riconoscendo nel principio di “responsabilità civica” il riferimento delle politiche culturali dell’Istituto, l’impegno di Banca Intesa si esprime soprattutto attraverso: l’opera di salvaguardia del patrimonio storico-artistico del Paese, realizzando programmi di restauro in sinergia con le Istituzioni preposte;
la tutela e la valorizzazione del proprio patrimonio artistico e di quello storico-documentario, con l’obiettivo di far entrare tali tesori nel circuito di una conoscenza diffusa, di una comune crescita culturale;
il sostegno all’attività di Enti e di Istituzioni di rilevante profilo culturale e formativo, portatori presso il pubblico nazionale di una immagine alta e condivisa. In collaborazione con gli stessi la Banca realizza iniziative e programmi dedicati soprattutto alla conoscenza della musica, dell’arte, del pensiero economico;
la realizzazione di collane editoriali/musicali e di pubblicazioni di carattere artistico, storico, economico.
Il patrimonio d’arte di Banca Intesa rappresenta inoltre il risultato di una serie di scelte collezionistiche, collegate alla storia e alla tradizione mecenatizia delle diverse Banche che la compongono: una ricchezza di straordinario valore culturale che viene messa a disposizione - in forme diversificate - degli studiosi e del pubblico.
In sintesi, l’attività di Banca Intesa nell’area della cultura coniuga costantemente le iniziative progettate e gestite dall’Istituto, derivate da autonomi obiettivi, ad altre azioni, quali le sponsorizzazioni, nelle quali viene espressauna partnership attiva per la promozione della cultura.
   
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  Banca Popolare dell’Emilia Romagna
La Banca Popolare dell’Emilia Romagna dispone di una collezione di dipinti antichi di grande valore. All’interno del sito (http://www.bper.it/gruppobper/eventi/eventi/index_presentazione.htm) vi è un’apposita sezione in cui è possibile consultare l’elenco alfabetico degli autori e delle opere, nonchè fare una ricerca cronologica per periodo storico (1400, 1500, 1600, 1700).
La banca modenese sponsorizza eventi e mostre.
Ha finanziato il restauro di diverse opere d’arte, tra cui un dipinto del XVII secolo, custodito a Bedonia, raffigurante la Beata Vergine di Loreto, San Rocco e Sant'Antonio Abate. Da segnalare che la banca ha curato varie pubblicazioni sull’arte, tra cui il volume “Mobili in Emilia”, contenente un’indagine sulla civiltà dell’arredo alla corte degli Estensi.
   
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  Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio
La B.P.E.L. è dal 1985 lo sponsor ufficiale del "Progetto per Piero della Francesca", finalizzato al completo restauro degli affreschi dell'Artista nella Basilica di San Francesco ad Arezzo e della Madonna del Parto a Monterchi. Questa iniziativa ha permesso alla banca di ricevere il “Premio Guggenheim-Impresa & Cultura”, per il progetto a più alta valenza sociale.
La banca ha contribuito negli ultimi anni a riportare all’originario valore anche altre opere di grande pregio artistico. In particolare, ha finanziato un progetto di grande importanza come il restauro della croce lignea di Cimabue, custodita nella basilica aretina di San Domenico, nonché il restauro di tre opere pittoriche custodite a Palazzo Cervini: il “Panorama di Montepuciano”, “San Girolamo in preghiera” e “San Pietro in lacrime”.
Sul sito Internet istituzionale è possibile consultare “Etruria oggi”, il quadrimestrale di cultura, economia e attualità pubblicata dalla B.P.E.L e le collane editoriali "Le città ritrovate" e "Studi e ricerche" (http://www.bpel.it/pubblicazioni/index.html): la prima presenta vecchie guide di città e di percorsi viari e raccolte di voci di viaggiatori, la seconda riguarda temi di carattere economico e finanziario, di rilevanza nazionale e internazionale.
La Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio ha sponsorizzato alcuni anni orsono anche la mostra “Gli Etruschi nel tempo“ ad Arezzo.
   
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  Banca Popolare di Novara
La Banca Popolare di Novara è proprietaria di una preziosa quadreria che contiene, tra gli altri, i dipinti “Enea curato da Venere”, realizzato da Luca Giordano, pittore di riferimento a Napoli nella seconda metà del ‘600, “Burrasca con velieri” di Francesco Guardi e “Il ripudio di Agar” di Francesco Ruschi.
L’istituto di credito è anche proprietario a Novara di due palazzi di grande valore artistico: Palazzo Bellini, edificio del XVI secolo dei conti Tornielli, nel quale trovò ospitalità Napoleone Bonaparte prima della battaglia di Marengo (1800), e Palazzo Altieri, fatto edificare dalla omonima famiglia patrizia. Questa struttura ospita i locali di rappresentanza della banca.
Gli oggetti che formano la collezione della banca sono di vari generi: due rari stipi monetari, numerose placche da muro con preziose statuine, piatti e alzate di forme varie, scrigni, spargipolvere, anforette, soprammobili, uno specchio e oggetti di uso religioso: crocifissi, calici, ostensori, acquasantiere, una pisside e una lampada votiva. Da segnalare inoltre una collezione di oggetti siciliani in corallo, provenienti da Trapani e risalenti al ‘600, il periodo di massimo splendore dell’artigianato trapanese.
   
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  Banca Popolare di Verona
La Banca Popolare di Verona, Banco di San Geminiano e San Prospero, in collaborazione con la Charta Net, (società leader in Italia per la gestione delle biglietterie elettroniche), stampa e vende nelle sue filiali biglietti per eventi e per spettacoli teatrali e manifestazioni artistiche.
L’impegno dell’istituto di credito nel settore dell’arte si esplica poi in finanziamenti a pubblicazioni, tra cui un catalogo dal titolo “L’ospedale e la città” dedicato a quadri e arredi di rilevante valore artistico presenti nei nosocomi della città veneta, il libro “Chiese e Monasteri del territorio veronese” e il volume “Il restauro della Cappella di San Biagio”. Nell’ultimo decennio la BPV ha investito circa 65 miliardi per il restauro di diversi capolavori in Veneto e in Emilia Romagna.
Tra i restauri finanziati a Verona vanno segnalati Palazzo Pompei, la facciata di Casa Fumagalli, la Chiesa di San Procolo (di fondazione paleocristiana, risalente al V-VI secolo) e il sito archeologico nei pressi della sede centrale della stessa banca.
   
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  Banca Popolare di Vicenza
Il Gruppo Banca Popolare di Vicenza possiede una collezione che raccoglie capolavori dell'arte veneta e vicentina in particolare dal Quattrocento al Settecento, esposta in permanenza nella pinacoteca di Palazzo Thiene, la sede storica dell'Istituto a Vicenza.
Tra gli artisti vanno segnalati Gaspare Diziani, Alessandro Longhi, Francesco Maffei, Giannantonio Pellegrini e Domenico Tintoretto.
La sede dell’istituto è di pregevole valore artistico e storico: fu edificata nel 1542 da Marcantonio Thiene, sotto la direzione di Andrea Palladio, il quale vi traspose le idee manieriste proprie della sua arte.
L’attenzione verso l’arte moderna, invece, è evidenziata da una raccolta di opere fra cui spicca il ciclo di sculture di Arturo Martini, noto come il "Gruppo di Blevio".
L’istituto di credito ha al suo attivo anche l’organizzazione di numerose mostre d’arte, tra cui “Capolavori che ritornano”, esposizione del dipinto di Carlo Ferrari, detto Ferrarin, divenuto da qualche anno di proprietà della Banca Popolare di Vicenza e "Scopri la piazza nella casa del tempo", un’iniziativa riservata ai ragazzi dagli 8 ai 15 anni e articolata in laboratori didattici gratuiti, diretti ad educare i giovanissimi alla lettura dell’arte.
   
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  Banca Popolare Puglia e Basilicata
L’istituto di credito barese stanzia periodicamente contributi a sostegno di iniziative di interesse sociale e culturale. Ogni anno, in occasione delle festività natalizie, sceglie una pubblicazione di pregio di un autore locale riguardante la storia, la cultura, le tradizioni, le località e i paesaggi delle regioni Puglia e Basilicata da utilizzare come omaggio natalizio per i suoi clienti.
Inoltre eroga contributi per pubblicazioni di interesse culturale riguardanti il territorio, fra cui quella curata dal Centro Altamurano di Ricerche Speleologiche concernente l’“Uomo di Altamura”.
Finanzia, poi, attività dirette al recupero e alla conservazione del patrimonio storico-artistico locale: contributi in questa direzione sono stati erogati per il restauro dell’organo a canne della Cattedrale di Altamura, per la Torre dello Orologio a Gravina (BA) e per la facciata del Santuario Giubilare “Madonna della Grazia”, sempre a Gravina, nominato monumento nazionale.
Un altro importante progetto di recente sostenuto dalla banca è quello ideato dalla Cooperativa “Sinergie” di Altamura, società di servizi per i beni culturali che opera per la salvaguardia e la promozione del patrimonio artistico e storico-culturale. Il progetto pluriennale “Eutropia” mira a valorizzare il sito storico di Jesce (10 km. da Altamura) costituito da una masseria fortificata, il cui impianto iniziale risale al 1400.
   
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  Banca Regionale Europea
La Banca Regionale Europea sponsorizza mostre e eventi culturali. Tra questi ha sponsorizzato la mostra "Omaggio al Beato Angelico", al museo Poldi Pezzoli di Milano, che presentava la “Madonna dell'Umiltà con due angeli musicanti”, tempera su tavola di Zanobi Strozzi, da molti attribuito al Beato Angelico, accanto a dodici opere del Maestro e di altri suoi allievi, quali Benozzo Gozzoli e Pesellino. Tra le altre sponsorizzazioni vanno segnalate la mostra Mercato di Antiquariato “Castello di Sartirana” e la “Festa del Ticino”, rassegna d’arte e cultura di Pavia. Inoltre, la banca ha realizzato un’opera in cinque volumi, la "Storia di Pavia”, contenente schede e approfondimenti sull’arte nella città lombarda.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo opera prevalentemente nelle zone tradizionali del Cuneese, dell'Albese, del Monregalese, dedicandosi anche al settore dell'arte e della conservazione e valorizzazione dei beni e delle attività culturali e dei beni ambientali, nonchè del patrimonio linguistico e delle tradizioni locali.
   
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